18/01/14

153 - Road Trip - tappa 3: Rockhampton


Dopo un'ottima colazione in riva all'oceano, con un magnifico cielo senza nuvole e sole splendente, ci immettiamo lungo la Highway per raggiungere la nostra prossima destinazione a circa 300 km: Rockhampton.
La strada è lunga e tutt'altro che eccitante; numerosi cantieri lungo la strada ci costringono a perdere numerosi minuti sotto un caldo cocente; ma non tutto il male viene per nuocere, come si usa dire. Infatti, ci fermiamo per una breve sosta per ricaricare le batterie e prenderci una pausa, oltre a cambiare il guidatore. Ed è in questa area di sosta sperduta lungo la Highway che ci imbattiamo in una famiglia di canguri formata da quelli che deduco essere padre e madre (grandi e saltellanti) e 3 piccoli (piccoli ma saltellanti anch'essi). La notizia sconvolgente, però, è che per il compagno di viaggio L. è la prima volta. E' la prima volta, dopo quasi 10 mesi di Australia, che il ragazzo vede dei canguri (anche perchè aveva evitato accuratamente di andarsene allo zoo!!).

Dopo questo momento di gioia ci rimettiamo in strada e raggiungiamo nel tardo pomeriggio la città di Rockhampton, famosa per essere la "patria del manzo". Lo skyline, se così si può chiamare, e la città in sè non ci entusiasmo, così indirizziamo la macchina verso il paese di Yeppoon lungo la costa, al fine di trovare una doccia e, soprattutto, un posto dove dormire.
L'immagine qui sotto rappresenta il luogo dove ci siamo lavati, a circa 1.2 metri dalla strada principale. E non aggiungo altro!
La cena, invece, è stata consumata in un simpatico e fumoso ristorante (la sala è impregnata da una nebbiolina proveniente dalla cucina!) dove abbiamo effettivamente trovato conferma che Rockhampton è la patria del manzo.

In seguito, ci siamo dati al nostro solito girovagare alla ricerca di un parco/giardino/parcheggio/luogo dove parcheggiare il nostro bolide di macchina e coricarci, pronti per una nuova partenza il mattino successivo.

14/01/14

152 - Australia: un anno dopo

Il countdown è scaduto: domani è il 14 gennaio e si riparte. Dopo quasi un anno di Australia (sono stati 11 mesi e qualche giorno in più) e quasi un mese di Italia sono qusi pronto ad un nuovo decollo. L'11 gennaio 2013 partivo da Venezia con volo su Doha e poi Perth per atterrare per la prima volta su suolo australiano il 12 gennaio. C'era il dispiacere di lasciare gli amici e la famiglia ma una grossa dose di carica e di stimoli per un salto nel vuoto e per l'inizio di un'avventura fortemente voluta e cercata da molto tempo e finalmente arrivata. Avevo la possibilità di fare, finalmente, quello che da molto tempo sognavo di fare: un'esperienza all'estero, viaggiare, parlare un'altra lingua, crescere personalmente.

Sono ritornato il 18 dicembre 2013 in Italia. Ho sentito che era giusto farlo dopo quell'esperienza che mi aveva cambiato, in meglio; per la famiglia, per gli amici, ma soprattutto per me. Sentivo che era il momento di ritornare, almeno per un breve lasso di tempo, per riassaporare la mia Italia. Perchè, diciamocelo, l'Italia sta andando sempre peggio, la crisi si può, oramai, vedere in ogni dove, la politica ed i politicanti che dovrebbero rappresentarci fanno i propri interessi da oramai troppo tempo. Ma è l'Italia. E' la nostra/mia Terra, è il paese dove sono nato e cresciuto e che, nonostante tutto, non riuscirò mai a odiare. Perchè è giusto che sia così. E dopo un anno vissuto all'Estero tutto ciò mi sembra ancora più ovvio e naturale che mai.

Domani, 14 gennaio, riparto per una nuova avventura, anzi continuerò l'avventura intrapresa un anno fa. Questa volta, a differenza di quel 11 gennaio 2012, non sarà più un salto nel vuoto, ma un volo verso una destinazione che conosco, che ho vissuto, che mi ha dato da vivere per quasi un anno. Ci sono amici ad aspettarmi dall'altra parte dell'oceano che un anno fa ancora non c'erano. C'è una sicurezza nei propri mezzi molto migliore se paragonata a quella del 2013.
Eppure, partire nuovamente questa volta è difficile, molto più difficile. Alcune persone me lo avevano accennato, ma io non ci volevo credere, mi sembrava strano. Eppure devo dar ragione a loro. E' vero, ci sono nuove amicizie create nel corso dell'anno australiano, ma i vecchi amici, i vecchi legami che avevo in Italia si sono rivelati più forti e solidi che mai. Sapevo che era così, ma una volta tornato ne ho avuto la conferma Le vere amicizie, i veri legami non hanno paura della distanza, sopravvivono, si rafforzano e rimangono ancor più saldi.

Ho vissuto un 2013 fantastico, sotto tutti i punti di vista. Non ho rimorsi nè rimpianti, ho fatto tutto quello che avrei voluto fare, probabilmente anche qualcosa in più. Sono soddisfatto ed orgoglioso di aver lasciato l'Italia, nella quale lavoravo con modesto successo in qualità di ingegnere civile, per l'Australia, in cui sono stato impiegato come cleaner e ho lavorato in una farm. Sono consapevole che tutto ciò suona strano, ma è così. Sono felicissimo di aver provato, rischiato, esplorato. Tutti i rischi presi sono stati ampiamente ripagati nel corso dell'anno.

Riparto domani. Un 2014 oltre oceano mi aspetta. Sento che quest'anno sarà un anno importante per decidere cosa fare del mio futuro. Non so ancora dove vivrò o quale sarà la mia prossima occupazione, ma quello che veramente importa e che riparta convinto ed ottimista, carico per un altro anno pieno di impegni, sfide da affrontare e problemi da risolvere. L'aereo è sulla pista e sta per decollare, sono pronto.

09/01/14

151 - Road Trip - tappa 2: Hervey Bay&Bundaberg

Ci risvegliamo con il sole nella bellissima Rainbow beach (il giorno precedente, causa stanchezza e tempo atmosferico non ci eravamo accorti di quanto effettivamente il paese fosse bello ed accogliente, seppur piccolo) e ci godiamo la prima di una lunga serie di colazioni in riva all'oceano. Il vento accompagna con delicatezza il frangersi delle onde sulla spiaggia bianca ed il sole accarezza le nostre pelli accentuando le nostre sensazioni di essere finalmente in vacanza dopo 4-5 lunghi mesi di farm.
 
 
In tarda mattinata partiamo con destinazione finale Bundaberg, a circa 205 km. Lungo la strada ci fermiamo ad Hervey Bay, giusto il tempo per fare qualche foto, ammirare il paesaggio, pranzare con due pesche e ripartire (Non prima di far cadere la macchinetta fotografica sulla sabbia e perderla per sempre!)
Bundaberg risulta essere "famosa" in quanto città (e possiamo proprio denominarla tale in quanto il numero di abitanti si aggira in circa 70000) sede di numerose farm e quindi meta ambita per i backpackers. In effetti, si rivela essere un centro molto più grande e organizzato rispetto alla nostra piccola e non adorata Gatton. Dopo una breve visita nel cuore della città ripartiamo alla ricerca di un luogo che ci permette di avere una sana e voluta doccia rinfrescante, nonché un luogo in cui possiamo consumare la nostra cena.
Dopo circa 40 minuti ci imbattiamo nel piccolo paese di Bargara che soddisfa pienamente le nostre esigenze. Centro semi-sportivo con docce integrate, parco con vista sull'oceano e griglie elettriche per bbq a nostra disposizione.
 
La cena è composta da ben due cosce di pollo, una bistecca 9 nuggets. Dopo questa succulenta cena, torniamo a Bundaberg alla ricerca di un bar che possa soddisfare la nostra sete di birra ma, non trovandolo, facciamo ritorno nella suggestiva Bargara dove, dopo un breve girovagare, identifichiamo il posto che fa al caso nostro. Tipico ambiente rustico ma moderno con clientela australiana già abbondantemente ubriaca e barista esilarante il cui nickname è Velociraptor. Non è il caso di aggiungere altro sull'individuo incontrato che, però, si rivela veramente amichevole e socievole, tanto da invitarci a casa l'indomani per giocare con la sua nuova e fiammante Xbox.
Decliniamo gentilmente l'invito e, dopo un paio di birre, ce ne torniamo al parcheggio dove passiamo la notte nella nostra Toyota Camry pronti per affrontare, l'indomani, i km che ci separano dalla prossima tappa: Rockhampton.
 

150 - Road Trip - tappa 1: Rainbow beach

Con questo post inizio il racconto del mio Road trip, partito il 17 novembre 2013 da Gatton, paese dove è vissuto circa 4 mesi al fine di lavorare in una farm per ottenere il mio secondo visto, e terminato tecnicamente a Sydney l'8 dicembre 2013.
Cercherò di far rivivere i momenti salienti dell'avventura che ha portato il sottoscritto ed il compagno di viaggio L. ad imperversare per circa 6200 km lungo tutta la East Coast Australiana per 3 esatte settimane, descrivendo le bellezze incontrate lungo il percorso, riportando le immagini principali scattate con la nostra inseparabile macchina fotografica e svelando aneddoti e imprevisti occorsi lungo questo indimenticabile viaggio.
 
Allacciate le cinture, si parte!!
 
DAY 1: GATTON - RAINBOW BEACH
 
 
La preparazione di bagagli e tutto l'occorrente è già stata fatta il giorno precedente alla precedenza. La mia Toyota Camry è carica come non lo è mai stata, il tempo non è dei migliori, un nuvolo che minaccia pioggia è compagno del nostro risveglio. Ultimi saluti agli amici, ultima spesa al supermercato e si parte!
 
Dopo esserci inoltrati nella trafficatissima e semaforissima (leggi: piena di semafori) Brisbane, puntiamo diritti a Nord dove ad attenderci c'è un cielo incazzatissimo che riversa sulle nostre teste bidonate di acque a dir poco imbarazzanti. Arriviamo a Rainbow beach con una pioggerellina leggera che si trasforma in un nuovo acquazzone nel giro di pochi minuti. Dopo una breve visita al paese e un'occhiata all'oceano, decidiamo di preparare la nostra cena composta da un succulento panino con il formaggio per il sottoscritto e da un panino con la Nutella per L. Non soddisfatti, ci rechiamo nell'unico bar a farci un paio di birre prima di coricarci.

Premettendo che la nostra dimora per il viaggio è costituita principalmente dalla cara Toyota Camry, guidiamo in lungo ed in largo per le vie del paese cercando un posto appartato dove passare la notte. Non trovandolo, decidiamo di accostare ai lati di una strada qualsiasi e di passare la notte immersi in un buio totale scandito da suoni strani e sinistri provenienti dalla vicina foresta.
Abbassiamo i sedili, prepariamo i sacchi a pelo e ci stendiamo nel nostro comodo letto.
Prima giornata del nostro lungo road trip terminata, il viaggio non è iniziato sotto i migliori auspici!

07/01/14

149 - I pensieri di un nomade australiano



PREMESSA: Ultima giornata del mio road trip, spesa in riva ad un fiume in un caravan park lungo la strada verso Melbourne. E' il 12.12.13, questi i miei pensieri.


Ed eccomi a passare l’ultima notte da nomade da solo, in beata compagnia della mia macchina che mi ha accompagnato lungo tutti questi 6600 km (fino ad ora) e che spero non farà scherzi e mi porterà a Sydney domani. Dopo 3 settimane esatte di road trip, dopo essere partiti in un ormai lontano 17 novembre da Gatton, essere arrivati a Cairns, lassù nel caldo e afoso nord, aver attraversato ed esplorato la meravigliosa east coast ed essere giunti nella fantastica Sydney domenica scorsa, 8 dicembre, ancora poche ore mi separano dalla mia, probabilmente definitiva, sistemazione: Melbourne.
Sono state settimane intense ed eccezionali, un viaggio epico, condito da numerosi episodi che lo hanno reso ancora migliore di quanto potesse essere. L’aver dovuto coprire 6000 km in 3 settimane ci ha costretto a passare innumerevoli ore in macchina ma, allo stesso tempo, abbiamo avuto l’opportunità di apprezzare e di visitare una serie di PAESAGGI/POSTI/AMBIENTI che si sono rivelati ECCEZIONALI.
Ci siamo immersi nelle acque tiepide del nord per ammirare la meravigliosa barriera corallina, caratterizzata da colori che il sole è capace di rendere mozzafiato. Abbiamo nuotato, in quelle stesse acque, fianco a fianco con una tartaruga che non dava la minima impressione di essere impaurita e che, anzi, rallentava il suo moto dando modo di essere osservata ed ammirata.
Abbiamo provato una scarica di adrenalina senza paragoni buttandoci da 5000 piedi con il paracadute e godendo della vista delle Whitsundays islands e della barriera corallina che, in quella zona, dà mostra di tutta la sua bellezza.
Ci siamo incamminati lungo i differenti percorsi naturalistici che si possono trovare a Noosa, rimanendo a bocca aperta davanti alla forza e alla potenza dell’oceano.
Ogni giorno abbiamo dato prova di tutta la nostra abilità nel trovare una soluzione per avere una doccia ed una cena decente (a quest’ultimo punto siamo un po’ mancati, a dire il vero, ma siamo comunque sopravvissuti!)
Abbiamo visitato lo stabilimento del rum a Bundaberg, scoprendo, con nemmeno molto stupore, che gli australiani, in fatto a consumo annuale di alcol, non hanno nulla da invidiare a nessuno!
Per cause di forza maggiore, abbiamo passato un’intera giornata lungo una motorway sotto un sole estivo rovente ed una nottata davanti ad un centro gomme nell’attesa che la nostra macchina potesse essere riparata.
Abbiamo osservato ed ammirato i canguri attraversarci la strada senza dare il minimo segno di preoccupazione.
Abbiamo visitato le seconde cascate più alte di tutta l’Australia, scoprendo quanto impervia possa essere la strada per raggiungerle, soprattutto per la povera Toyota Camry.
Ci siamo interessati ed abbiamo approfondito le origini della scoperta dell’Australia visitando il paese 1770, luogo del secondo sbarco del famoso James Cook.

Ma soprattutto, abbiamo passato 3 settimane ricche di emozioni, scoprendo quanto bello possa essere viaggiare, visitare e scoprire nuovi orizzonti in un nuovo paese, in questo paese, in questa Australia. Un percorso che, personalmente, mi ha arricchito tantissimo, non solamente in queste 3 settimane ma sin da quanto ho lasciato l’Italia.
Quest’oggi, dopo aver lasciato Sydney, ho guidato per circa 400 km lungo la highway che domani mi porterà a Melbourne. Diversamente da quanto fatto nelle ultime 3 settimane, ho viaggiato e guidato da solo. Noioso, certo. Stancante, sicuramente. Ma ho avuto modo di osservare con più attenzione il paesaggio, di pensare e di riflettere. Ci sarà sicuramente un altro post per “tirare le somme” di questo primo anno in Australia, ma posso affermare con sicurezza che dopo tutto quello che ho fatto/visto/vissuto rimorsi non ce ne sono. Sono contento di essere partito, fiero di come ho affrontato questa avventura, e carico per affrontarne una nuova e, probabilmente, ancora più stimolante, il prossimo anno.
Il saggio Mark Twain aveva proprio ragione.

29/12/13

148 - Eccoci qua

Eccoci qua, dopo quasi due mesi sono tornato. Mi avevano dato per disperso, coloro che erano a conoscenza del mio lancio col paracadute in Airlie Beach pensavano non ce l'avessi fatta. Altri, che erano a conoscenza delle condizioni disperate in cui era la mia macchina, credevano avessi fuso il motore nel mezzo del nulla. Altri ancora, credevano nella possibilità che avessi cambiato radicalmente vita, vivendo come un eremita negli altissimi ed innevati monti australiani (n.b. leggere ironicamente). No, niente di tutto questo. Ho fatto ritorno in Italia, a quasi un anno di distanza dalla mia partenza per l'Australia. Un anno intenso e ricco di emozioni, impossibili da descrivere a parole. Ma ci proverò. Sono tornato perchè sentivo fosse la cosa giusta da fare. Passare le feste natalizie con famiglia ed amici, rivedere persone che mi sono mancate lungo il mio percorso intrapreso in quel lontano gennaio 2013. Ma il mio ritorno è solo momentaneo. Un aereo è già pronto in pista in attesa del mio imbarco. Tornerò nella Terra dei canguri. La mia esperienza non è finita, anzi, probabilmente è solo all'inizio. Avrò modo di raccontare le avventure trascorse negli ultimi due mesi in cui questo blog non ha ricevuto segnali di vita da parte del sottoscritto. Per il momento, un augurio di Buon Natale a tutti, in ritardo, e di un Felice Anno Nuovo.

31/10/13

147 - Orizzonte in avvicinamento


Ci siamo quasi. 4 dannati giorni mi separano dal sospiratissimo traguardo degli 88 che mi permetterà di applicare per il secondo visto. Poco importa che poi lavorerò qualche giorno in più per racimolare qualche soldo (in più) per il successivo road trip. Il punto essenziale è che dopo l'88o giorno tutto sarà vissuto più semplicemente e nell'attesa di una nuova partenza, senza più l'ansia di dover lavorare forzatamente per portare a compimento, come detto, gli 88 giorni.
Ci sono tutti i segnali del caso che fanno presagire che questa avventura/esperienza, che ho tanto voluto e desiderato e che, nonostante tutto, sono felicissimo di aver fatto e che non rimpiangerò mai,  sta per finire.
Partendo dalle cose banali, come il taglio di capelli, ad esempio. Perchè poco dopo essere arrivato qui ho rispolverato il classicismo taglio "a zero" provato con mediocre successo alla giovine età dei 19, primo anno di università. E tale è rimasto fino a poco tempo fa, quando ho deciso di lasciar ricrescere i capelli e tornare al classico taglio, simbolo che il periodo in farm sta per finire ed è ora di tornare alla vita mondana e di viaggiare nuovamente, dopo 4 mesi praticamente senza uscire da Gatton!
L'organizzazione del viaggio che mi porterà a visitare praticamente tutta la east coast è un altro segnale che le cose in Gatton stanno terminando e qualcosa di nuovo e stimolante sta arrivando. La pianificazione dei nuovi viaggi, soprattutto, è sempre stata per il sottoscritto un'attività che potrebbe occupare anche una mia intera settimana senza mai minimamente stancarmi (e sinceramente, chi potrebbe dire il contrario?).
E poi lo senti nell'aria che ormai ci siamo. Le ultime uscite con gli amici, le ultime sveglie notturne per andare a lavoro, le valigie che fremono per essere preparate nuovamente, la macchina che è pronta e scattante per coprire i 5000 km previsti dal viaggio.

Ci siamo quasi.