09/07/13

126 - Ci siamo


E' arrivato il momento. 6 mesi sono ormai passati, letteralmente volati. Ho studiato, ho lavorato, mi sono creato un bel gruppo di amici con cui condividere le mie prime esperienze overseas. Alcuni sono già ritornati a casa, altri ci torneranno presto, altri ancora vivranno qui per un tempo indefinito, probabilmente saranno sempre qui quando e se ritornerò.
Sembra ieri quando in quel tardo di pomeriggio di 6 mesi fa arrivavo all'aeroporto di Perth dopo 20 e più ore di viaggio; dopo un breve ambientamento, taxi e di corsa verso Thelma Street dove c'era ad attendermi la famiglia A. che mi ha ospitato per le prime due settimane. Famiglia gentile e disponibilissima con cui sono ancora in contatto. Ricordo ancora quelle prime passeggiate nel quartiere Como, a 15 minuti dalla città, dove ho respirato la prima aria australiana. Sensazioni che mi rimarrano sempre con me, impossibili da cancellare perchè rappresentavano l'inizio di qualcosa di nuovo che avevo desiderato fortemente. 
Poi è arrivata la scuola, le prime conoscenze, l'impatto con l'inglese e la cultura australiana; il tutto affrontato con un minimo di preoccupazione ma tantissima carica ed emozione, chiedendomi se era veramente quello che avevo desiderato e sognato prima di imbarcarmi sul volo Venezia-Doha-Perth.
La fine del primo mese ha coinciso pure con l'inizio dell'attività lavorativa; pur non avendo trovato il lavoro dei miei sogni, sono riuscito a mantenermi, mettere da parte soldi e concedermi lo sfizio di alcuni viaggi interni (Margaret River, Albany, Melbourne) ed oltreoceano (Bali).

Ma è giunta l'ora di chiudere questo periodo e questo capitolo e di aprirne uno nuovo.
Si ricomincia tutto dal principio, come se fossi atterrato oggi con quello stesso aereo. Già quasi. Perchè ora posso portare con me un bagaglio con 6 mesi di esperienza all'interno; non è molto, ma non è neppure poco. So cosa lascio qui, non so cosa troverò al mio arrivo nella mia nuova destinazione. 
Preoccupato? Si, ma nei limiti del necessario.
Carico? Tanto, tantissimo perchè c'è una nuova sfida ad attendermi, l'ennesima. So anche che non sarà l'ultima, c'è ancora tanto da fare, ma bisogna proseguire per passi, senza avere fretta. Pazienza, costanza e voglia di rimettersi in gioco sempre e comunque.

Vi è un'aereo ad attendermi stasera. Lascio Perth sapendo che ci tornerò, probabilmente in un futuro non molto lontano. Non so chi o cosa vi sarà ad attendermi; ma sono sicuro che lo affronterò deciso e con tanta voglia di sperimentare, imparare e crescere. Ciò che ho fatto finora.

04/07/13

125 - Cambiamenti all'orizzonte

Arriva un momento lungo il viaggio in cui qualcosa dentro di te si muove. Al mattino respiri un'aria diversa; non è il cambiamento di stagione. Non è il freddo che ti circonda mentre cammini verso la fermata dell'autobus. Non è nemmeno il lavoro. E' qualcosa che è difficile da spiegare a parole, ma che nella tua testa è chiaro, chiarissimo. Capisci che il tuo Io ha bisogno di un cambiamento, di nuove sfide e di nuove motivazioni. In questo Paese tutto sembra possibile, e probabilmente lo è, ma ogni nuova avventura ed opportunità richiede forza di volontà e sacrificio; alle volte si deve ripartire nuovamente da zero, dopo tutta la fatica e gli sforzi fatti per assicurarsi una precaria situazione di tranquillità e di sicurezze; alle volte c'è bisogno di ricercare in se stessi quel qualcosa in più, si deve andare oltre, spingersi oltre il confine che ci si era posti in precedenza.
Non è semplice, non lo è affatto, ma con umiltà e forza di volontà tutto è possibile, non si può dare il 100%, si deve dare di più, raggiungere l'irraggiungibile e osare sempre, senza avere rimpianti di alcun genere.
Arriva il momento di cambiare, di mettersi nuovamente alla prova, ripartire da zero e ricominciare dall'inizio.
Quel momento è arrivato.

01/07/13

124 - Aria di Oriente


Non ero mai stato in Asia. Nemmeno mi aveva sfiorato l'idea di visitarla. Non vi era niente in questo Continente che mi attirasse al punto tale da spingermi a preparare una valigia e spiccare il volo oltreoceano. Questioni burocratiche, che saranno potenzialmente il soggetto di un futuro post, mi hanno costretto a lasciare la terra dei canguri per una settimana (dal punto di vista teorico era sufficiente un flight out-flight in, ma l'occasione era troppo ghiotta per non prendersi una settimana di ferie!) e quindi ho dirottato il mio pilota automatico e le mie scelte al continente asiatico e, parallelamente, al paese che mi permetteva di spendere il meno soldi possibile: la soluzione ha preso le sembianze di Bali.

Piccola introduzione al fine di dimostrare che mi sono ampiamente documentato prima di intraprendere il viaggio che andrò a descrivere (assolutamente non vero, prima di atterrare in Bali non sapevo praticamente nulla a proposito dell'Indonesia!): Bali è una delle quasi 17000 isole dell'Indonesia, paese che ha come capitale Jakarta. Il 90% della popolazione è di religione Hindu, sebbene l'Indonesia sia un paese islamico. Bali vive praticamente di turismo, anche se vi sono alcune zone dell'isola che basano la propria ricchezza ed i propri guadagni sull'agricoltura, in particolare con la coltivazione del riso.

Ebbene, l'arrivo in Indonesia è giunto dopo 3 ore e mezza di aereo con la compagnia Air Asia; ad accoglierci, una temperatura di 35 gradi ed un caldo asfissiante, reso ancora più insopportabile dai nostri jeans e dalle nostre maniche lunghe, data la possibilità di effettuare il check in all'hotel dove avevamo pernottato!!
Fin dall'inizio ho potuto osservare che la maggior parte degli abitanti vive nella povertà; o almeno, la loro vita, se comparata con quella di un cittadino europeo o australiano, è ampiamente peggiore, dal punto di vista economico. Ciò che ho avuto modo di constatare con il passare del tempo, però, è che tutto ciò a loro non dà la minima preoccupazione ma, anzi, all'apparenza sono davvero felici e soddisfatti di ciò che hanno.
Incuriositi da quanto visto nelle prime ore della nostra vacanza, abbiamo impostato la settimana sulla rotta "settimana di cultura" invece che sulla rotta "settimana di cazzeggio&sole&abbronzatura&mangiare&bere&dormire". Con il senno di poi, la scelta è stata ampiamente ripagata ed il risultato finale è andato al di là di ogni più rosea previsione.


Siamo davvero rimasti affascinati da questo paese; si respira un'aria di cultura e di religione che si può toccare con mano e si può osservare con i propri occhi nelle manifestazioni e nelle danze locali (anche se organizzate principalmente per i turisti, non perdono la loro vena di sacralità che le contraddistingue). Ogni aspetto della vita è legato alla religione Hindu, per la quale ogni evento quotidiano,e non, avviene per un preciso e particolare motivo; un tipico lavoratore balinese, ad esempio, utilizza le proprie vacanze da lavoro andando a pregare o accompagnando familiari ed amici al luogo di culto. Attraversando Bali da nord a sud si può assaporare la semplicità con cui le persone vivono, nel vero senso della parola, la propria vita quotidiana. Un tetto, un po' di cibo, famiglia ed amici sono sufficienti per considerarsi "benestanti".

E si rimane davvero meravigliati nel constatare che è assolutamente vero: la ricchezza, intesa in termini di quantità di denaro posseduta da un individuo, è inversamente proporzionale al livello di felicità di una persona. E Bali è un lampante esempio di quanto detto.
 Nonostante le sue trafficatissime ma dissestate strade; nonostante la povertà (anche in questo caso intesa in termini di denaro) della maggior parte della popolazione; nonostante la mancanza di strutture moderne ed ipertecnologiche. Nonostante tutto ciò ed altro ancora, questo paese insegna che la felicità e la ricchezza spirituale di una persona vanno al di là del denaro. E' qualcosa che è alla portata di tutti, si deve solo cercare con pazienza e perseveranza.

22/06/13

123 - Chef si diventa

Alle volte è proprio quando ti metti in gioco e ti ritrovi da solo ad affrontare ciò che ti si presenta davanti che scopri lati di te che non sospettavi neanche esistessero. Prima di capitare da queste parti avevo già sperimentato la vita lontano dalla famiglia, che usualmente va sotto il nome di "Vita lontano dalla mamma", e quindi avevo imparato ad arrangiarmi: lavare i vestiti, usare la lavatrice, stirare, pulire, tutte cose che si danno per scontate ma che non lo sono, specialmente di questi tempi e specialmente per quella speciale categoria di bipedi che possiamo cautamente ragguppare sotto il sostantivo Maschi.
Ma, in particolare, quando la mamma non è nei paraggi, un'attività è richiesta al bipede benpensante di turno: cucinare. Ebbene, se il periodo lontano dal territorio nativo si prolunga per più di qualche giorno, l'iniziale idea di rifugiarsi al ristorante o al primo McDonalds or BurgerKing (HungryJacks) nei dintorni risulta essere dispendiosa per le tasche e dannosa per lo stomaco.
Ne deriva che: o ci si arrangia in cucina o si muore di fame. Dato che non ho mai avuto il desiderio di morire giovane, specialmente di fame, ho deciso di seguire alcune lezioni al cospetto della cuoca Mamma e di aiutarmi nella mia attività con Internet. Il periodo dell'Università, ovvero il periodo in cui tutto ciò accadeva, è, ahimè, lontano; il problema di ritrovarsi lontano da casa da solo si è ripresentato pochi mesi or sono con l'arrivo overseas, quindi ho dovuto fare un ripasso delle mie capacità/abilità culinarie e metterle in atto. 
Ma l'inaccadibile è incredibilmente accaduto e, non solo ho iniziato a cucinare e a prepararmi deliziosi ed amabili pranzi e cene ogni giorno (quanto sono modesto) ma ho dato di più; mi sono spinto oltre i confini, personali naturalmente. Ed ho iniziato a preparare le Lasagne from scratch (ovvero mi prepararo pure il ragù e la besciamella), alcuni dolci ed altri primi che in precedenza avevo visto preparare solo dalla già citata mamma L.
L'ultima scoperta dal punto di vista culinario è stata il banana bread; tipico "dolce" australiano (che a dirla tutta non riesco a capire cosa ci sia di tipico) che può rappresentare la propria colazione o brunch domenicale; l'ho scoperto solamente in Australia ma me ne sono subito innamorato. Dati i costi elevati che ci sono da queste parti, però, ho deciso di provare a preparare il difficilissimo banana bread a casa. Ed ho scoperto che, oltre ad essere economico e veloce da preparare, è pure facilissimo!
Ecco quindi una carellata delle mie esperienze culinarie!
Lasagne from scratch: da notare che, dovuto agli elevati costi del formaggio, si riscontra l'assenza del Parmigiano e la presenza di un tipico latticino plastificato

Tiramisù: anche in questo caso, non avendo trovato il Cacao, mi sono arrangiato con una specie di cioccolata per dolci trovata al supermercato

Banana bread

08/06/13

122 - TimTam che passione

Alla voce "drug" Wikipedia recita: "A drug is a substance which may have medicinal, intoxicating, performance enhancinh or other effects when taken or put into a human body or the body of another animal and is not considered a food or exclusively a food."; inoltre, continuando a leggere, si scopre che "Recreational drugs are chemical substances that affect the central nervous system, such as opioids or hallucinogens. They may be used for perceived beneficial effects on perception, consciousness, personality and behavior. Some drugs can cause addiction and/or habituation".
 
 
Molto bene. Se rileggete il tutto con attenzione, soprattutto l'ultima frase merita un'osservazione ed un'importanza particolare, in quanto si dice che alcune droghe possono provocare dipendenza ed assefuazione. Con una sicurezza che mi appartiene, posso quindi affermare che i TimTams rientrano sotto la categoria "Droga". Magari una droga leggere, ma pur sempre di droga si tratta.
Questi biscotti al cioccolato, infatti, provocano i sintomi visti sopra.
 
 
Prima di partire per l'Australia avevo letto su qualche forum i commenti di alcuni utenti; alcuni consigliavano di provarli, altri sconsigliavano fortissimamente anche la sola azione di comprarli e di aprirne la confezione. A quel tempo, pensavo ad un'esagerazione, non potevo capire di cosa stessero parlando fino a quando non sono arrivato overseas.
Quando mi sono ritrovato faccia a faccia con loro al supermercato ho pensato "Ah eccoli i famosi Timtams, aspetta che li provo!". Ed è stata la fine. Sono entrato in un circolo vizioso che mi ha portato alla feroce assunzione dei malcapitati biscotti di cioccolata e alle crisi di astinenza nelle occasioni in cui gli stessi biscotti non erano presenti nella mia credenza.
 
Ma precisamente, cosa sono questi favolosi/maledetti timtams??Sono dei banalissimi biscotti di cioccolata prodotti dalla ditta australiana Arnott's, con uno strato interno di crema costituito da vaniglia, burro e cioccolata. Si ha l'imbarazzo della scelta tra i gusti original, white, double chocolate vanilla, choc orange, turkish delight, honeycomb, mint e dark rum and raisin. Peronalmente il double chocolate è quella che preferisco (confezione blu-viola in figura). A quanto mi dicono gli amici si trovano facilmente in Giappone ed in buona parte dell'Asia (a prezzi modici), America ed in Inghilterra (difficili da trovare nonché costosissimi).
 
Ebbene, se mai passaste per l'Australia, il consiglio che mi sento di darvi è questo: sieti disposti ad abbandonare i vecchi adorati jeans e a perdervi in una sensazione di libidine nella delizia dei Timtams? Comprateli!!
Ma se avete dei dubbi, non siete sicuri di essere pronti ad una passo del genere, all'assefuazione nonché alla dipendenza che seguirà, senza ombra di dubbio, al primo morso..beh...lasciate stare!!

04/06/13

121 - Quando

Quando finisci tardi lavoro e sei stanco.
Quando ti accingi ad entrare in stazione ed il tuo bus è lì che ti aspetta.
Quando nello stesso bus ci sono poche persone, il che significa posto a sedere assicurato e relax per i prossimi 15-20 minuti che ti separano da casa.
Quando una giornata di splendide sole svanisce lentamente lasciando il posto ad un fantastico tramonto avvolto da nuvole che sembrano dipinte.
Quando la tua fermata è a poche centinaia di metri e suoni il "campanello" per segnalare all'autista che quello è il tuo capolinea e vuoi scendere.
Quando l'autista non si ferma alla tua fermata ma continua fino al successivo semaforo (rosso).
Quando vai a chiedere all'autista se PER FAVORE può farti scendere.
Quando l'austista non ti bada minimamente.
Quando chiedi nuovamente all'austista se PER FAVORE può farti scendere e lui, con sguardo stizzito, non parla ma con un cenno ti fa capire che non si può (non vuole).
Quando fai presente allo STRONZO di austista che quella appena passata era la tua fermata, e tu hai candidamente segnalato che volevi scendere.
Quando lo STRONZO dell'austista, con fare saccente che rasenta l'arroganza ti dice che quell'autobus è a fermate limitate.
Quando quello stesso autobus che, a detta dell'autista è a fermate limitate, si è sempre fermato a tutti i bus-stop tranne il mio.
Quando.

01/06/13

120 - Long weekend

Ed è arrivato l'Australian Day. Di nuovo. Già festeggiato il 26 gennaio, a sole due settimane dal mio arrivo overseas, la festa si ripresenta, ma, in questo caso, interessa solamente il Western Australia. Precisamente, il 2 giugno, ovvero domani. Per qualche interessante scelta governativa, tutte le feste nazionali o seminazionali che si verificano durante il weekend vengono spostate al primo giorno infrasettimanale disponibile, lunedì in questo caso. Da qui il titolo del post.
Negli ultimi 20 giorni, ovvero dalla data di pubblicazione dell'ultimo post, parecchie cose sono accadute, spaziando dal punto di vista lavorativo a quello della semplice vita quotidiana, dalla vita sportiva ai piani per il futuro.
 
In ambito sportivo, ho ripreso la mia "attività agonistica", prendendo parte ad una corsa di beneficenza la scorsa settimana, l'HBF Running for a reason. Si tratta di una gara podistica di 12 o 4 km che si verifica ogni anno e che è principalmente improntata alla raccolta di fondi per finanziare programmi di ricerca in ambito medico (Leucemia, Cancro etc..); quest'anno erano presenti quasi 30.000 persone, ovvero un fiume di gente che correva, camminava e si divertiva, lungo il tracciato previsto dall'organizzazione, con lo scopo comune di essere presente e partecipare attivamente alla raccolta di fondi per gli obiettivi suddetti.
 
 
Inoltre, mi sono definitivamente deciso e mi sono iscritto alla maratona di Perth del 16 giugno, quindi tra due settimane verificherò le mie capacità atletiche anche oltreoceano!
 
Cambiando argomento, sto delineando i piani per il futuro che, per il momento, si prospettano essere lontano da Perth, almeno per qualche mese. Come avevo già accennato in un precedente post riguardante Melbourne, la capitale del Western Australia è bellissima, è una città a misura d'uomo ed è vivibilissima, ma al momento sento il bisogno di cambiare e di avere qualcosa di più che qui non riesco a trovare, semplicemente perché non è presente. Perciò sto programmando i prossimi mesi, che si preannunciano essere non facili e lontano dalla cerchia di amici che mi ero costruito qui; ma le difficoltà sono fatte per essere affrontate e quindi, timone a dritta e affrontiamole, senza paura e convinti che anche questa volta con sforzi e sacrifici è possibile farcela.
 
Dal punto di vista lavorativo, ultimamente sono accadute parecchie cose, che mi hanno permesso di affrontare e capire maggiormente alcune persone, soprattutto sotto alcuni aspetti che possono essere raccolti nel concetto di "fattori umani"; alle volte ti sorprendi di quanto la vita possa essere difficile e complicata o lineare ed ordinaria semplicemente cambiando la prospettiva con cui la si vede. E così ti ritrovi ad affrontare situazioni che mai avresti pensato di affrontare; di parlare con tutta la sincerità possibile di temi piuttosto delicati, che non ti riguardano e che non si sono mai presentati nella tua vita solamente perché hai la fortuna di avere un passato ed un presente felice, circondato da persone che ti hanno permesso di renderlo tale. Ma la cosa non sembra essere poi così comune, a dispetto delle apparenze, e così ti accorgi di quanto la sfortuna (anche se parlare di sfortuna non è il termine appropriato da utilizzare) abbia giocato un ruolo fondamentale nella vita di alcune persone. Sono rimasto piuttosto generico sull'argomento, ma spero di aver reso comprensibile il concetto di base: ciò che sei adesso, la persona che sei diventata ora, il tuo carattere, il modo di affrontare la vita di tutti i giorni sono frutto del tuo percorso e del passato che hai vissuto. Le condizioni iniziali continuano ad influenzare i tuoi comportamenti ed il tuo modo di approcciare e di parlare con le persone (sotto certi punti di vista potrebbe ricordare la teoria del caos).
 
A conclusione di questo post devo, ahimè, affermare che il freddo è arrivato pure qua. Certo, durante il giorno si possono vantare ancora 15-20 gradi, ma al mattino e alla sera siamo a scesi a temperature comprese tra 2 e 7 gradi quindi...con il mio giubbottino primaverile si rischia il gelo!
Ovviamente, niente a che vedere con la pioggia che da mesi sta imperversando in Italia ahah!