Visualizzazione post con etichetta Usa 2011. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Usa 2011. Mostra tutti i post

27/05/12

39 - Washington

Con l'ultimo post, il numero 37, si chiude il mio viaggio lungo la west coast e si inizia a parlare della east cost, cui sono giunto con un volo diretto da Las Vegas, atterrando a Washington e passando la notte in aereo (esperienza che non consiglio a nessuno!!).

Da subito sono nati i primi problemi perchè, causa mia lo ammetto, mi ero informato su tutto quello che dovevo fare (mezzi di trasporto, posti da vedere, musei etc..) sulla costa ovest, ma poco o niente della est e quindi ho amaramente scoperto che l'aeroporto di D.C. dista un'ora e mezza di autobus dal centro della Capitale a cui si aggiungono circa 20 minuti di metro.

Il problema del turista, ovvero del sottoscritto, è quello di arrivare di buon'ora con l'autobus alla stazione della metro e scoprire (seconda scoperta in poco meno di due ore!!) che il biglietto turistico, per così dire, è valido solamente a partire dalle 9.00 a.m. per facilitare gli autoctoni che vanno a lavoro, università etc..e va da sè che passare 1 ora e un quarto in una stazione metro senza un bar o un giornalaio, e dopo avere dormito si e no un'ora e per giunta su uno scomodo sedile di aereo...beh vi lascio immaginare con che stato d'animo ero.

Dopo un'estenuante viaggio, perciò, siamo giunti nella Capitale e, deposti i bagagli, abbiamo iniziato la nostra visita partendo dal Campidoglio.
Visitare Washington, o per meglio dire i monumenti più importanti, è stato piuttosto facile poichè tutte le attrazioni più significative sono dislocate lungo il Mall. Il National Mall è un viale lungo circa 3 km, per 130 mt di larghezza, ovvero la distanza tra il Campidoglio e il Lincoln Memorial.
L'idea di realizzare tutti i monumenti più importanti lungo questo asse spetta all'architetto  Pierre Charles L'Enfant che tracciò una bozza di progetto nel 1791.

- Campidoglio

  
è la sede ufficiale dei due rami del Congresso degli Stati Uniti. L'edificio sorge sulle colline di Capitol Hill. La cupola è sormontata dalla Statua della Libertà in bronzo.

- Washington Monument

è un obelisco di marmo costruito in onore e per commerarea George Washington, primo presidente degli U.S.A. Questo obelisco, il più alto di Washington, è alto 169 mt, è una delle costruzioni in pietra più alte al mondo ed è circondata da tantissime bandiere americane. A causa dell'inadeguatezza dei terreni, la costruzione non si trova esattamente in asse al National Mall ma leggermente scentrato rispetto alle altre costruzioni.


- Lincoln Memorial

è un monumento costruito in onore di Abraham Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti. Contiene un enorme statua dello stesso Lincoln (di cui purtroppo non ho la foto ma solo alcuni video) realizzata dallo scultore French.
File:Lincoln Memorial (Lincoln contrasty).jpg
Immagine tratta da Wikipedia



Il Lincoln Memorial compare sulle monete da un centesimo di dollaro e sulle banconote da cinque dollari.

- White House

Speravo di vedere la First Lady in giardino a raccogliere i pomodori nell'orto...ahimè non è andata così, ma devo dire che la vista della Casa Bianca ti lascia..penserioso ecco. Fa impressione pensare che lì dentro viva il Presidente degli Stati Uniti e, forse, anche l'uomo più potente al mondo. Se a ciò ci aggiungiamo una serie di poliziotti sparsi in ogni angolo della strada a protezione dell'edificio e qualche comitivia di studenti che si fa immortalare in qualche foto cantando l'inno americano, il gioco è fatto!



In conclusione: Washington mi è piaciuta, si respira una vera aria di America, senti la storia di questa Nazione, la vedi nei monumenti e la vedi intorno a te nei turisti e negli autoctoni. La consiglierei, anche per la presenza di innumerevoli musei molto belli interessanti (tra tutti il National Musem of Natural History ed il National Air and Space Musem), ma solamente per un giorno, al massimo due perchè mi ha dato la sensazione che quello che c'è da vedere si trova tutto nel giro di pochi km quadrati, lungo il Mall e nelle zone vicine.

Note negative:tra le città che ho visitato negli U.S., questa è quella che mi ha dato veramente la sensazione di non essere sicura. A San Francisco, Las Vegas, New York tutto mi è sembrato più tranquillo e sicuro, ma a Washington, ovviamente non mi è capitato niente (per fortuna!), ho avuto la sensazione che alla sera sia meglio starsene a casa se non si conosce bene la città ecco!!

16/05/12

37 - West Coast

Con il Grand Canyon si è concluso il tour americano lungo la costa Ovest, abbiamo fatto ritorno a Las Vegas per riportare la nostra super macchina, che non ci ha mai tradito, e restituire le chiavi.
Sulla via del ritorno abbiamo avuto la possibilità e la fortuna di imbatterci nella mitica Route 66, fermandoci per una sosta ad un Burger King.
Ma soprattutto lungo la strada che ci portava a Las Vegas e a pochi km (pardon miglia!) da essa, abbiamo dovuto fare una tappa per ammirare la Diga di Hoover, senza dubbio un capolavoro di ingegneria che permette la produzione di energia idrolettrica dal fiume Colorado.






La Hoover Dam è una diga ad arco-gravità realizzara nel 1935 e si trova al confine tra l'Arizona ed il Nevada. Infatti, si possono notare due orologi su due diverse torri di presa che indicano l'ora di uno e dell'altro Stato rispettivamente.

Si trova a circa 50 km da Las Vegas e deve il suo nome al presidente degli Stati Uniti Herbert Hoover; iniziata nel 1931, la sua costruzione è terminata nel 1935 dopo non poche vicissitudini. Per garantire una certa sicurezza economica della ditta che avrebbe vinto l'appalto, era stato previsto che questa, prima dell'inizio dei lavori, dovesse dare come deposito cauzionale la modica cifra di due milioni di dollari (!!).
L'appalto venne vinto dalla Utah Construction Company dei fratelli Wattis che, non disponendo dei due milioni suddetti, si erano preventivamente uniti in una join venture con altre 6 ditte che prese il nome di Six Companies. Questa era incaricata, prima dell'inizio dei lavori di costruzione della diga, di costruire una città che ospitasse gli operai e che prese il nome di Boulder city.

Si passo così alla costruzione della diga, non prima però di aver deviato il fiume Colorado con lo scavo di 4 gallerie del diametro di circa 17 metri e con una lunghezza complessiva di 5 km.
Dapprima vennero costruite due dighe provvisorie (coffer dams) per impedire allagamenti da parte del fiume e per poter così realizzare gli scavi per la fondazione della diga.
Durante i lavori morirono 112 operai, anche a causa delle pessime condizioni di lavoro a cui erano costretti e che portarono a due scioperi durante il corso della realizzazione della diga.

L'inaugurazione ebbe luogo il 30 settembre 1935 davanti a circa 10000 persone, nonostante il caldo torrido. Roosvelt, il presidente dell'epoca, dopo l'inaugurazione visitò Las Vegas e fu il primo presidente americano la città.

Naturalmente, la grandezza di tale opera si scontra con gli inevitabili impatti ambientali che si sono venuti a creare in seguito alla sua realizzazione. Infatti, molti degli ecosistemi presenti sono stati messi in crisi e moltissime specie di animali rischiano l'estinzione a causa della variazione del regime fluviale del Colorado.


http://www.usbr.gov/lc/hooverdam/

06/05/12

36 - Grand Canyon - parte 3

Riprendo il mio racconto del mio primo (per ora) viaggio in US avvenuto oramai già da un anno. 
Avevo lasciato una serie di fotografie che immortalavano il Grand Canyon in tutta la sua bellezza e grandezza, resa solamente in parte dalle pictures inserite. Si perchè il senso di infinito, di sconfinato che dà questa meraviglia della natura lo si può respirare solo sul posto a mio parere. Davanti ad un paesaggio di questo tipo tutto perde d'importanza, tutto si ferma, ed il tuo sguardo rimane come impietrito da tale magnificenza.
Ma non avevo dato abbastanza, ovvero non era abbastanza per me poterlo ammirare dalla terra ferma, così ho deciso che era mio dovere salire su un elicottero e godermelo anche dall'alto, pensando che la vista da lassù sarebbe stata migliore.
Mi sbagliavo.
La vista del Grand Canyon dall'alto non può essere descritta da nessun aggettivo presente sul vocabolario. Paradossalmente quella mezz'ora passata in elicottero è stato il tempo più lungo e, allo stesso tempo, più breve che abbia mai passato.


Il più lungo perchè, ripetendomi, il paesaggio che ti circonda ti fa capire quanto tu sia piccolo ed insignificante a questo mondo e ti fa chiedere come Madre Natura abbia potuto crearlo, come abbia potuto offrire al mondo tale bellezza. Nella tua mente iniziano a crearsi tutta una serie di domande esistenziali che, in altri luoghi e circostanze, non avrebbero la stessa sostanza e la stessa concretezza che hanno quando ti ritrovi al cospetto del Grand Canyon.

Il più breve, perchè, per ovvi motivi, vorresti non scendere più, vorresti rimanere lassù per sempre a guardare ciò che si trova sotto di te, ciò che vorresti descrivere ma per cui non trovi le parole.

Tutto questo è il Grand Canyon.

06/04/12

30 - Grand Canyon - parte 2

Non è possibile rimanere indifferenti al Grand Canyon, non è possibile osservarlo senza rimanere a bocca aperta, occhi spalancati e togliersi gli occhiali da sole per ammirare cotanta bellezza.

E pensare che tutto ciò è stato creato dall'azione erosiva di un fiume nel corso degli anni, anzi dei millenni, rende il tutto ancora più bello e, se vogliamo, anche un po' misterioso; la mente, la mia almeno, inizia a pensare a come doveva essere questo posto nel passato, a quale poteva essere la vista di cui poteva godere un tempo un ipotetico visitatore, a come il corso del fiume caratterizzava questo tipo di ambiente.

L'apice della bellezza, manco a dirsi, il GC lo raggiunge al tramonto, dove il sole alle tue spalle inizia a calare ed il Canyon mette in risalto i suoi colori e le sue profondità. Provare per credere!






31/03/12

29 - Grand Canyon - parte 1

Conclusasi la nostra visita al Monument Valley Navajo Tribal Park, siamo tornati in hotel e ci siamo diretti al ristorante per un'ottima cena a base di..panino e patatine del Mc Donald!!
Sarà che in qualità di turisti non siamo stati molto bravi e reperire tanto di meglio in fatto di cibo, sarà che costava (e costa) meno, sarà che è più pratico e veloce, ma il paninetto del Mc Donald è stato spesso e volentieri al centro dei nostri pranzi/cene!

Il mattino seguente, 300 km ci dividevano da uno dei parchi nazionali più famosi, anzi con ogni probabilità il più famoso ed il più bello: il Grand Canyon.
Avevo visto i consueti documentari a riguardo, mi ero informato su internet, avevo visto le foto ovviamente, ma vederlo dal vivo non ha prezzo.
Dopo una doverosa tappa a depositare le valigie in hotel, abbiamo ripreso la car per iniziare il nostro "tour" del Grand Canyon. Consiste, ovvero, in una lunga strada, con alcuni accessi a differenti luoghi in cui si gode di viste splendide.
Ripeto: le foto non rendono l'idea della vista e delle sensazioni che si provano quando si ha davanti agli occhi questo tipo di paesaggio.



Un senso di infinito, di perdizione; credo di essere rimasto 5-10 minuti buoni in quasi ogni postazione ad osservare. Mi sentivo molto poetico, e così mi sento ancora cercando di descrivere ciò che ho provato in quei momenti. Tutto si ferma, il silenzio aiuta ad estraniarsi per un momento dal mondo che ci circonda e perdersi nei particolari del Canyon, nei suoi colori, nello scorrere del Colorado.

28/03/12

28 - Monument Valley

A partire da questo, inizio la numerazione dei post, cosa che mi sono completamente dimenticato di fare in precedenza, così vediamo fino a dove sono in grado di spingermi.
Riprendo il tour americano da dove lo avevo lasciato, ovvero dalla visita del Bryce Canyon National Park, godendo di viste mozzafiato ed osservando come la natura, con la sua azione nel corso dei millenni, può dar vita e modificare il paesaggio che ci circonda.
Dopo una cena abbondante nel ristorante che si trovava vicino al nostro hotel, siamo andati a letto con pancia, occhi e mente soddisfatte.
Il mattino successivo, non essendomi ancora reso conto dell'altitudine a cui ci trovavamo, ho candidamente indossato una t-shirt e mi sono avviato verso la macchina. Ad attendermi: qualche raggio di sole e...neve!!!Ebbene si era proprio neve quella che stava cadendo, un contesto veramente surreale, nonchè un freddo incredibile!

Solo dopo qualche decina di km tutto è cambiato, scendendo di quota è ricomparso il sole e di neve non è rimastra traccia. Abbiamo così proseguito lungo i nostri 450 km che ci separavano dalla tappa successiva: la Monument Valley Navajo Tribal Park.
http://www.navajonationparks.org/htm/monumentvalley.htm

A circa 45 km dal nostro hotel, la Monument Valley prende forma nelle sembianze di una...valle, riserva dei Navajo, da cui prendono vita una serie di enormi formazioni rocciose, alle quali gli stessi Navajo hanno attribuito dei nomi in base alle loro sembianze.



Dei 3 parchi visti è quello che mi ha impressionato di meno, ma comunque anche in questo caso si rimane affascinati dall'azione della natura, di come essa possa aver creato nel bel mezzo del nulla dei "giganti di roccia". E' strano soprattutto vedere con i proprio occhi "l'Elefante" (Elephant - foto sopra) o le tre sorelle (The three sister - la seconda foto) che danno scena al paesaggio, circondate da territori pianeggianti formati di sabbia rossa e ricoperti in alcune zone da sterpaglie che risultano essere il poco verde presente nell'insieme.

26/03/12

Bryce Canyon

Il quarto giorno (25.04 - lunedì) è iniziato il nostro tour per i parchi della zona a Ovest di Las Vegas; prima tappa: Bryce Canyon.
Partiti alle prime luci del mattino (8.30 am - abbiamo avuto qualche contrattempo!) abbiamo incominciato a percorre i km che ci separavano dal National Park: solo 266 miglia, ovvero 429 km. Le trafficatissime strade di Lax, inizialmente ad un numero spropositato di corsie, hanno iniziato a diventare sempre più strette ed il numero di corsie a diminuire gradualmente fino a ritrovarci ad una banalassima strada a doppio senso che si snodava in mezzo al deserto. Parallelamente, nel passaggio dal centro città alla periferia e zone limitrofe, il landscape che ci circondava è passato piuttosto velocemente da hotel e case da sogno a..niente!!Intorno a noi solo deserto e qualche cespuglio!

Devo dire però che questi sono stati paradossalmente anche i momenti più belli del nostro viaggio. Perchè il paesaggio ed il silenzio che ti circonda mentre percorri la strada è piacevole e straordinario; ti provoca sensazioni positive che non saprei descrivere con chiarezza ma che ho ancora bene in mente. Quell'orizzonte così lontano e all'apparenza irragiungibile ti dà un senso di..tranquillità, di calma, ma anche un po' di timore, perchè, a pensarci bene, ci sei solo tu con la tua macchina e nient'altro.
Di sicuro quei 429 km sono stati lunghi, ma non così pesanti come credevo, anzi piuttosto piacevoli perchè tutto intorno a noi era nuovo, tutto da scoprire.

Dopo circa 4 ore siamo arrivati a destinazione in hotel. Un fantastico Best Western a 3 o 4 stelle, non ricordo bene, pulito, accogliente superequipeggiato; fin un peccato fermarsi solamente un giorno! Per contro, fuori c'era un'aria incessante che dava non poco fastidio, e quando il sole si nascondeva dietro le nuvole, faceva tutto fuorchè caldo!
Ci siamo in seguito diretti, al Bryce Canyon National Park, che prevede un percorso di circa 30 km, da percorrere rigorosamente in macchina, con piazzole di parcheggio ed accessi appositi per godere delle viste mozzafiato che si presentano ai visitatori. Non ci sono bisogno di commenti, è sufficiente ammirare le foto.




25/03/12

Las Vegas

Nuova tappa del mio viaggio in Usa 2011: Las Vegas. Il terzo giorno della nostra holiday è iniziato con un'ultima visita in San Francisco con un po' di shopping per le vie del centro, soprattutto lungo Grant Avenue e nei pressi di Union Square.

Nel primo pomeriggio con la Bart (Bay Area Rapid Transit http://www.bart.gov/) siamo ritornati in aereoporto dove ci attendeva alle 6 il volo diretto a Las Vegas!
Dopo averci fatto accomodare in un aereo minuscolo, dalle sembianze di un aliante più che di un aereo vero e proprio, ci hanno annunciato che vi erano problemi al motore dell'aereo...panico!!
Ci hanno fatto scendere e dopo un'attesa di circa un'ora siamo saliti su un altro aereo, di ben altra stazza(!) che ci ha portati a destinazione.

La vista dal cielo di LAX ti lascia strabigliato. Una miriade colori, hotel, insegne, è un festival di luci quello che si nota, circondato dal niente. Intorno vi è solo il deserto ed il buio.
Dopo aver preso la nostra supermacchina (una banalissima e piccolissima Mazda 2 che però ci ha permesso di percorrere circa 1200 km senza affanni)  e aver superato le vicissitudini legate al cambio automatico, ci siamo diretti allo Stratosphere, il nostro hotel. Per intendersi, quello che si vede sempre in CSI (Grissom rules!).

Con una piacevole e faticosissima passeggiata abbiamo iniziato la nostra fugace visita a Las Vegas ammirando gli hotel che si innalzavano lungo la Strip. Ripeto: il festival delle luci, suoni, dello spreco e della ricchezza. Che però ti lascia senza parole, a bocca aperta. Non si può non rimanere colpiti da tale vista, tutto sembra così irreale, un sogno, veramente il Paese dei balocchi.
E' incredibile vedere una riproduzione così fedele della "mia" Venezia, delle sue gondole e del campanile di San Marco; è fantastico vedere i grattacieli di New York uniti tra loro a formare l'hotel NewYork NewYork; ed è favoloso vedere il Bellagio nella sua magnificenza, nella sua bellezza e grandiosità.
Si, mi sento molto poetico, ma Las Vegas fa questo effetto, dà queste sensazioni. E le foto che riporto non rendono giustizia a quello che gli occhi hanno potuto vedere.
A comol



Stanchi e lontani dallo Stratosphere, abbiamo richiesto l'aiuto di un simpatico taxista che ci ha riportati in hotel. Dal momento che ci siamo ricordati che non avevamo neanche cenato, abbiamo scoperto che vi era un locale tipico anni '70 all'interno del nostro stesso hotel e abbiamo approfittato per una cena a base di wurstel giganti, senape e patatine fritte prima di ritirarci in camera.


Il giorno successivo, o meglio, dopo circa 5 ore dovevamo svegliarci perchè era già ora di lasciare Las Vegas: iniziava il tour dei parchi!!