31/03/12

29 - Grand Canyon - parte 1

Conclusasi la nostra visita al Monument Valley Navajo Tribal Park, siamo tornati in hotel e ci siamo diretti al ristorante per un'ottima cena a base di..panino e patatine del Mc Donald!!
Sarà che in qualità di turisti non siamo stati molto bravi e reperire tanto di meglio in fatto di cibo, sarà che costava (e costa) meno, sarà che è più pratico e veloce, ma il paninetto del Mc Donald è stato spesso e volentieri al centro dei nostri pranzi/cene!

Il mattino seguente, 300 km ci dividevano da uno dei parchi nazionali più famosi, anzi con ogni probabilità il più famoso ed il più bello: il Grand Canyon.
Avevo visto i consueti documentari a riguardo, mi ero informato su internet, avevo visto le foto ovviamente, ma vederlo dal vivo non ha prezzo.
Dopo una doverosa tappa a depositare le valigie in hotel, abbiamo ripreso la car per iniziare il nostro "tour" del Grand Canyon. Consiste, ovvero, in una lunga strada, con alcuni accessi a differenti luoghi in cui si gode di viste splendide.
Ripeto: le foto non rendono l'idea della vista e delle sensazioni che si provano quando si ha davanti agli occhi questo tipo di paesaggio.



Un senso di infinito, di perdizione; credo di essere rimasto 5-10 minuti buoni in quasi ogni postazione ad osservare. Mi sentivo molto poetico, e così mi sento ancora cercando di descrivere ciò che ho provato in quei momenti. Tutto si ferma, il silenzio aiuta ad estraniarsi per un momento dal mondo che ci circonda e perdersi nei particolari del Canyon, nei suoi colori, nello scorrere del Colorado.

28/03/12

28 - Monument Valley

A partire da questo, inizio la numerazione dei post, cosa che mi sono completamente dimenticato di fare in precedenza, così vediamo fino a dove sono in grado di spingermi.
Riprendo il tour americano da dove lo avevo lasciato, ovvero dalla visita del Bryce Canyon National Park, godendo di viste mozzafiato ed osservando come la natura, con la sua azione nel corso dei millenni, può dar vita e modificare il paesaggio che ci circonda.
Dopo una cena abbondante nel ristorante che si trovava vicino al nostro hotel, siamo andati a letto con pancia, occhi e mente soddisfatte.
Il mattino successivo, non essendomi ancora reso conto dell'altitudine a cui ci trovavamo, ho candidamente indossato una t-shirt e mi sono avviato verso la macchina. Ad attendermi: qualche raggio di sole e...neve!!!Ebbene si era proprio neve quella che stava cadendo, un contesto veramente surreale, nonchè un freddo incredibile!

Solo dopo qualche decina di km tutto è cambiato, scendendo di quota è ricomparso il sole e di neve non è rimastra traccia. Abbiamo così proseguito lungo i nostri 450 km che ci separavano dalla tappa successiva: la Monument Valley Navajo Tribal Park.
http://www.navajonationparks.org/htm/monumentvalley.htm

A circa 45 km dal nostro hotel, la Monument Valley prende forma nelle sembianze di una...valle, riserva dei Navajo, da cui prendono vita una serie di enormi formazioni rocciose, alle quali gli stessi Navajo hanno attribuito dei nomi in base alle loro sembianze.



Dei 3 parchi visti è quello che mi ha impressionato di meno, ma comunque anche in questo caso si rimane affascinati dall'azione della natura, di come essa possa aver creato nel bel mezzo del nulla dei "giganti di roccia". E' strano soprattutto vedere con i proprio occhi "l'Elefante" (Elephant - foto sopra) o le tre sorelle (The three sister - la seconda foto) che danno scena al paesaggio, circondate da territori pianeggianti formati di sabbia rossa e ricoperti in alcune zone da sterpaglie che risultano essere il poco verde presente nell'insieme.

26/03/12

Bryce Canyon

Il quarto giorno (25.04 - lunedì) è iniziato il nostro tour per i parchi della zona a Ovest di Las Vegas; prima tappa: Bryce Canyon.
Partiti alle prime luci del mattino (8.30 am - abbiamo avuto qualche contrattempo!) abbiamo incominciato a percorre i km che ci separavano dal National Park: solo 266 miglia, ovvero 429 km. Le trafficatissime strade di Lax, inizialmente ad un numero spropositato di corsie, hanno iniziato a diventare sempre più strette ed il numero di corsie a diminuire gradualmente fino a ritrovarci ad una banalassima strada a doppio senso che si snodava in mezzo al deserto. Parallelamente, nel passaggio dal centro città alla periferia e zone limitrofe, il landscape che ci circondava è passato piuttosto velocemente da hotel e case da sogno a..niente!!Intorno a noi solo deserto e qualche cespuglio!

Devo dire però che questi sono stati paradossalmente anche i momenti più belli del nostro viaggio. Perchè il paesaggio ed il silenzio che ti circonda mentre percorri la strada è piacevole e straordinario; ti provoca sensazioni positive che non saprei descrivere con chiarezza ma che ho ancora bene in mente. Quell'orizzonte così lontano e all'apparenza irragiungibile ti dà un senso di..tranquillità, di calma, ma anche un po' di timore, perchè, a pensarci bene, ci sei solo tu con la tua macchina e nient'altro.
Di sicuro quei 429 km sono stati lunghi, ma non così pesanti come credevo, anzi piuttosto piacevoli perchè tutto intorno a noi era nuovo, tutto da scoprire.

Dopo circa 4 ore siamo arrivati a destinazione in hotel. Un fantastico Best Western a 3 o 4 stelle, non ricordo bene, pulito, accogliente superequipeggiato; fin un peccato fermarsi solamente un giorno! Per contro, fuori c'era un'aria incessante che dava non poco fastidio, e quando il sole si nascondeva dietro le nuvole, faceva tutto fuorchè caldo!
Ci siamo in seguito diretti, al Bryce Canyon National Park, che prevede un percorso di circa 30 km, da percorrere rigorosamente in macchina, con piazzole di parcheggio ed accessi appositi per godere delle viste mozzafiato che si presentano ai visitatori. Non ci sono bisogno di commenti, è sufficiente ammirare le foto.




25/03/12

Las Vegas

Nuova tappa del mio viaggio in Usa 2011: Las Vegas. Il terzo giorno della nostra holiday è iniziato con un'ultima visita in San Francisco con un po' di shopping per le vie del centro, soprattutto lungo Grant Avenue e nei pressi di Union Square.

Nel primo pomeriggio con la Bart (Bay Area Rapid Transit http://www.bart.gov/) siamo ritornati in aereoporto dove ci attendeva alle 6 il volo diretto a Las Vegas!
Dopo averci fatto accomodare in un aereo minuscolo, dalle sembianze di un aliante più che di un aereo vero e proprio, ci hanno annunciato che vi erano problemi al motore dell'aereo...panico!!
Ci hanno fatto scendere e dopo un'attesa di circa un'ora siamo saliti su un altro aereo, di ben altra stazza(!) che ci ha portati a destinazione.

La vista dal cielo di LAX ti lascia strabigliato. Una miriade colori, hotel, insegne, è un festival di luci quello che si nota, circondato dal niente. Intorno vi è solo il deserto ed il buio.
Dopo aver preso la nostra supermacchina (una banalissima e piccolissima Mazda 2 che però ci ha permesso di percorrere circa 1200 km senza affanni)  e aver superato le vicissitudini legate al cambio automatico, ci siamo diretti allo Stratosphere, il nostro hotel. Per intendersi, quello che si vede sempre in CSI (Grissom rules!).

Con una piacevole e faticosissima passeggiata abbiamo iniziato la nostra fugace visita a Las Vegas ammirando gli hotel che si innalzavano lungo la Strip. Ripeto: il festival delle luci, suoni, dello spreco e della ricchezza. Che però ti lascia senza parole, a bocca aperta. Non si può non rimanere colpiti da tale vista, tutto sembra così irreale, un sogno, veramente il Paese dei balocchi.
E' incredibile vedere una riproduzione così fedele della "mia" Venezia, delle sue gondole e del campanile di San Marco; è fantastico vedere i grattacieli di New York uniti tra loro a formare l'hotel NewYork NewYork; ed è favoloso vedere il Bellagio nella sua magnificenza, nella sua bellezza e grandiosità.
Si, mi sento molto poetico, ma Las Vegas fa questo effetto, dà queste sensazioni. E le foto che riporto non rendono giustizia a quello che gli occhi hanno potuto vedere.
A comol



Stanchi e lontani dallo Stratosphere, abbiamo richiesto l'aiuto di un simpatico taxista che ci ha riportati in hotel. Dal momento che ci siamo ricordati che non avevamo neanche cenato, abbiamo scoperto che vi era un locale tipico anni '70 all'interno del nostro stesso hotel e abbiamo approfittato per una cena a base di wurstel giganti, senape e patatine fritte prima di ritirarci in camera.


Il giorno successivo, o meglio, dopo circa 5 ore dovevamo svegliarci perchè era già ora di lasciare Las Vegas: iniziava il tour dei parchi!!

24/03/12

San Francisco - parte 4

Purtroppo per mancanza di tempo non abbiamo potuto visitare Alcatraz  ("The Rock"), il penitenziario di massima sicurezza dove erano detenute le superstar del crimine (Al Capone, George Kelly, Robert "Birdman" Stroud). Oltre alla sicurezza propria della prigione, dotata di filo spinato, torri di guardia, fari, finestre con sbarre d'acciaio "a prova di utensile" e porte telecomandate, un'ulteriore sicurezza era data dalla baia circostante, con fredde acque e correnti impetuose (10°C, fino a 17 km/h). Dei 1545 incarcerati nel corso degli anni, solo 36 tentarono la fuga. Inutile dire che alcuni furoni uccisi a colpi d'arma da fuoco, altri catturati e altri ancora annegarono nella gelida baia.
Ovviamente, la prossima volta, oltre ad un giretto sul Cable Car (vedi post precedente), mi sono ripromesso anche una visita guidata ad Alcatraz (se non ricordo male doveva essere sui 30-40 $).

Il nostro secondo giorno a San Francisco è proseguito poi con una visita al'Hyde Street Pier, un tempo punto di imbarco per i traghetti ed ora facente parte del San Francisco Maritime National Museum. Vi sono alcune navi storiche visitabili: il Balclutha, l'Eureka, l'Hercules, l'Alma. Dato che era sabato ed il biglietto non si pagava, ne abbiamo approfittato per scoprire così celava "in coperta", vista tante volte nei film ma mai dal vivo!

Ci siamo poi diretti verso il Marina District, ovvero una parte graziosa e insolitamente non urbanizzata di San Francisco che si estende lungo la baia, dall'estermità occidentale del Marina District fino al Presidio, passa davanti al Golden Gate e abbraccia il litorale sull'Oceano Pacifico. Non essendo "locomizzati", abbiamo potuto ammirare solamente una parte del District, soffermandoci al Marina Green. Esso viene definito "Il cortile" della comunità di Marina District ed è una delle zone che ho maggiormente apprezzato di SF (sarà anche per la presenza del sole e per il fatto che, come detto, era sabato) perchè mi ha fatto proprio sentire in America, respirando e toccando con mano un tipico sabato statunitense.
Infatti, si potevano vedere i giovani che portavano a spasso il cane, una quantità industriale di persone che faceva jogging, gente di ogni età che faceva volare aquiloni e gente che nuotava (ebbene si!!).


Per non parlare delle vedute della baia e del Golden Gate. La giornata stava giungendo al termine, anche perchè il nostro chilometraggio pedestre era arrivato al limite, eravamo parecchio stanchi e dovevamo tornare in hotel che non era propriamente vicino!
Abbiamo deciso di rimanere qualche minuto in più però sulla spiaggia e di soffermarci sulle viste della baia, intravedendo l'Oceano che si trovava al di là del ponte. Penso che avrei potuto rimanere là per ore ad ammirare il paesaggio, ero veramente estasiato da tutto ciò che vedevo.
Per quanto riguarda il Golden Gate, beh, si commenta da solo, uno spettacolo unico che non ho avuto la possibilità di vedere da vicino e che rientra di diritto nella lista delle "Cose da fare la prossima volta"!!
Riporto il link del sito ufficiale con tutte le informazioni a riguardo.

San Francisco - parte 3

A 5 mesi di distanza mi sono deciso di proseguire il racconto della mia avventura negli Usa dello scorso anno, anche perchè ho avuto l'occasione di riguardare foto e video e devo dire che ho avuto un nuovo attacco di nostalgia, sono proprio malato!!
Here we go!

Allora, mi ero soffermato sul nostro primo giorno a San Francisco, le prime impressioni, le prime bellissime sensazioni di essere sul suolo americano, ed i primi scorci della città con visita a Chinatown e le viste sulla baia da Telegraph Hill. Riprendo un attimo il discorso approfondendo alcuni punti che avevo introdotto un po' troppo velocemente!

La sera del primo giorno, stanchi ma iperfelici, io e la mia ragazza abbiamo cercato per ore un posto dove poter mangiare, senza successo, e così abbiamo optato per una cena da Starbucks con muffin e caffè al seguito!
Bisogna anche dire che il jetlag si faceva sentire ed il nostro stomaco non aveva ancora capito se voleva una cena, un pranzo o cos'altro!

Il giorno dopo ci siamo svegliati presto e ci siamo mossi in direzione Fisherman's wharf. Durante il tragitto abbiamo potuto ammirare lo spostamento del famoso Cable Car. Dalla guida si legge "Salite su un pittoresco tram vittoriano con il tetto 'Bombay' e il clangore delle campanelle, e rallenterete al passo di un tempo remoto, prendendovela comoda per godervi il giro e le vedute della città e della baia". Tali Cable car, introdotti da Andrew Hallidie, sono tram a fune che rimpiazzarono le carrozze in quanto i cavalli non riuscivano a procedere su parecchie delle colline della città data la notevole pendenza delle strade. Le vetture non hanno motore, ma sono trainate da un cavo che si muove al di sotto della strada. 
Purtroppo non abbiamo avuto l'occasione di provare un giro panomarico sulle Cable car, ma mi sono ripromesso che la prossima voltà lo farò!
Giunti al quartiere di Fisherman's wharf, abbiamo avuto una spettacolare vista della baia con scorcio sul mitico e fantastico Golden Gate. Da buoni turisti, dopo un saluto ai leoni marini che hanno preso posto fisso in porto (con rumori ed odori che ne conseguono!), ci siamo inoltrati nella zona del Pier 39, un'area di 125 negozi, ristoranti e luoghi di divertimento. Qualche raggio di sole che faceva capolino tra le nuvole ha contributo a rendere ancora più bella la visita di quest'area, con negozietti veramente piccoli e vivaci che offrivano qualsiasi genere di merce: dalla maglietta con la serigrafia del Golden gate, alle caramelle di tutti i gusti e tipi, dai quadri con varie tecniche di pittura raffiguranti vari scorci della città, ai portachiavi dei Giants (?!).


 Il proseguio della giornata non poteva non continuare con uno spuntino (actually, il pranzo), nel centro vero e proprio di Fisherman's wharf. Una quantità enorme di ristoranti, bar e piccole bancarelle offrivano il loro menù: fish and chips oppure crabs (granchi). Non abbiamo potuto farne a meno, l'odore nell'aria e lo stomaco vuoto hanno dato il loro peso nell'acquisto di fish and chips and coke a seguito!

19/03/12

La coerenza è importante

Ci sono giorni in cui ti svegli, senti di poter far tuo tutto ciò che vuoi, ti senti invincibile; hai la capacità di far andare tutto nel verso giusto. Ci sono giorni in cui non è importante che ci sia il sole o meno fuori dalla finestra, senti davvero di avere le potenzialità per andare fino in fondo, per riuscire in tutto ciò che vuoi.
In quegli stessi giorni, però, in quei giorni in cui ti senti padrone del mondo, una solo persona è capace adi capovolgere l'universo con il suo comportamento, con quello che fa e con quello che non fa. Tutto ciò che avevi sentito tuo, tutto quello che avevi immaginato di poter realizzare, tutti gli obiettivi toccati con mano, si vaporizzano in pochissimo tempo. Quella persona ha questo potere, e tu, per quanto ti ostini a far finta di niente, ti accorgi che il tuo stato d'animo oramai è cambiato.
Ogni cosa sembra impossibile, ogni cosa sembra non avere più un senso e quegli obiettivi prefissati, che solo poche ore prima sembravano così vicini, ora sono solo lontanissimi all'orizzonte, inaferrabili e inarrivabili.

Oggi è uno di quei giorni.

17/03/12

Ci siamo quasi

Ci siamo. Settimana decisiva per il mio imminente futuro. Esame in vista presso la sede Toefl ove dimostrerò o meno le mie capacità linguistiche; lo farà davanti ad un pc, con un paio di cuffie, microfono al seguito e nessun interlocutore davanti a me. Solo tastiera, mouse (?) e me stesso.
Dal pomeriggio del giorno 23 saprò già quale strada dovrò scegliere, se quella che mi porta da una parte del mondo (verso est), oppure dall'altra (ovest, cvd).

Perchè dopo alcuni tentennamenti i passi che dovevano essere fatti, li ho fatti con convinzione sapendo che ogni cosa dipenderà ormai da questo giorno 23.
Al mio segnale scatenate l'inferno??no per niente, fate quello che volete, ma fatelo bene, fatelo convinti, e puntate lontano.